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sabato 4 dicembre 2010

OMBRA IN PENOMBRA di VALENTINA SOFIO

- di Saso Bellantone
Ieri sera, alle 22:30, si è svolto presso i locali del Ristorante Santa Barbara (Contrada Santa Barbara, Bagnara Calabra) il concerto Ombra in penombra di Valentina Sofio, un progetto della cantautrice (voce, chitarra, piano) in collaborazione con Davide Foti (basso) e Alessandro Mallamaci (percussioni).
Smistandosi tra inediti e cover, tra parole e note ora amare come ferita ora dolci come l’erba cipollina, Ombra in penombra racconta la storia di una vita vagabonda, solitaria, silenziosa, malinconica, sofferente, invisibile che avviene nei vicoli semioscuri della nostra società splendente, accecante e ingannevole. È la narrazione di una lotta che si ripete in ogni istante tra la forza tracotante di un mondo fittizio e l’innocua debolezza della verità. Tra un golem che cerca in tutti i modi di raggiungere, nascondere e cancellare le disumane tracce dei propri eccessi, follie, crudeltà e un petalo che invece tenta di resistergli, denunciandone i soprusi e guardando a un cambiamento di tutto. Tra chi impone pregiudizialmente quel che egoisticamente e prepotentemente è da vedere, ascoltare, sentire, provare, vivere e chi invece assiste al decodificarsi spontaneo di alcune visioni, melodie, profumi, sapori, sensazioni ed emozioni che conservano il mistero della vita nel suo intangibile legame con l’essere umano, desideroso d’altri. Una voce diversa, calda, sincera, immediata, tremolante, che riporta il pathos della vita senza maschere e se ne libera con la semplicità di un sorriso agrodolce; che narra le storie, gli avvenimenti e le vicende dimenticati dai fantasmi di massa e che lei, presente soltanto a se stessa, può ricordare e raccontare ad altri; che descrive quella bellezza nascosta nell’oscurità della luce mostruosa della società, un incanto accessibile soltanto a chi, ombra malgrado sé, l’attende venire speranzoso o a chi, disperato, se ne lascia cogliere di sorpresa, per rinascere.
La musica di Valentina Sofio è una metafora dei due volti della società: la lancinante assurdità che miete vittime innocenti, dimenticandosene, e la bellezza velata che soltanto tali incolpevoli oppressi possono esperire. Un dualismo riconoscibile esclusivamente da chi osserva a partire dalle zone semioscure della società stessa: qui la debolezza diventa la forza che fa innamorare di nuovo della vita, intensamente tragica e speranzosa a un tempo, e, per questo motivo, diviene salvezza che si trasfigura in musica e che si offre gratuitamente agli altri. Ombra in penombra è una ricapitolazione del sentiero che sia la cantautrice sia la vera musica percorrono assieme nel nostro tempo. Un’esperienza da fare per capire che c’è qualcosa che non si trova nei reality, nelle scuole, nella tecnologia ma che và vissuta in pieno, senza pronunciarla mai: l’arte.

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