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domenica 5 dicembre 2010

IL SUONO E LA PAROLA di MIMMO MARTINO E MARIO LO CASCIO

- di Saso Bellantone
Ieri sera, sabato 4 dicembre, dalle 21:30 in poi, il Grand Hotel Victoria di Bagnara Calabra non è stato teatro di uno spettacolo ma di una magia. Gli ascoltatori, infatti, si sono lasciati condurre dalla voce di Mimmo Martino e dalla chitarra e dal pianoforte di Mario Lo Cascio, in un viaggio verso un mondo fatto delle parole e della musica non solo proprie ma anche dei più grandi canta-poeti italiani (se così si può dire), tra i quali De André, Paolo Conte, Giorgio Gaber, Luigi Tenco. È stata un’esperienza unica. Non c’è stato nessun palco né luci né effetti speciali. Fin dall’inizio del viaggio, è svanita ogni differenza: non ci sono stati più musicisti, ascoltatori, avvocati, ingegneri, architetti, giornalisti, camerieri e commessi. Tutti si sono trasfigurati nelle note e nelle parole della medesima partitura onnipresente nella nostra società ma che non si riesce a vedere perché è nascosta dai grigi e caotici ghirigori provenienti dalle logiche del potere, dell’interesse personale, della follia dominanti: la speranza.
Non c’è stato posto per i pensieri tristi e neri che generalmente aggomitolano la vita, trasformandola in una prigione, spesso e volentieri artificiale. C’è stato soltanto un abbandono generale alla poesia e alla musica che le nuove generazioni, e non solo, dovrebbero conoscere, ascoltare, imparare, ricordare, allo scopo di trarre spunto per costruire il proprio destino. Come viaggiatori, a bordo di una zattera fatta di parole e musica, si è attraversato oceani di canzoni specchio di quegli argomenti e di quelle prospettive decisivi per edificare un futuro diverso e migliore per tutti, tra i quali la libertà, la memoria, l’amore, l’amicizia, la vivacità e la leggerezza della giovinezza, l’uguaglianza nella diversità, la vicinanza nella distanza, il pensiero, la semplicità ed altri ancora. In un momento storico dove l’uomo sembra gettarsi a capofitto nel buio del domani, grandi artisti come Mimmo Martino e Mario Lo Cascio sanno farsi messaggeri musicali delle chiavi di violino indispensabili per accendere la luce nell’avvenire. Tra queste, ve n’è una in particolare dalla cui sorgente sgorga la stessa speranza nel domani, un verso troppo spesso dimenticato e che la musica (prima, durante e dopo) continua a ricordare quando la si vive insieme: il sorriso.

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