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mercoledì 9 gennaio 2013

Mortalità e immortalità


- di Saso Bellantone
"Sparammo agli orologi, convinti di uccidere il tempo una volta per tutte. Che stupidi... Crono continuava a ticchettare altrove, restringendo progressivamente la distanza tra il suo insaziabile appetito e le nostre fragili carni. Allora capimmo. Rendemmo il nostro corpo incorruttibile a tal punto da spezzare ogni dente cronologico. Da quell'attimo, non udimmo più alcun ticchettare e vivemmo nella gioia dell'immortalità. Ma quando capimmo che immortalità e dannazione erano due facce della stessa medaglia, cercammo Crono per l'intero cosmo, nella speranza di poter esalare l'ultimo respiro. Quando lo trovammo, quel vecchio senza denti ci disse: "Finalmente, vi prego, mangiatemi!". Allora, cominciammo noi a ticchettare, mentre altri iniziarono a spararci addosso".

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