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sabato 19 gennaio 2013

LO STRANO CASO DEL DOTTOR JEKYLL E DEL SIGNOR HYDE di R. L. Stevenson



- di Saso Bellantone
Quando si esce di casa, si conosce già cosa c’è al di fuori: stesse strade, stesse case, stesse persone. Si ha la sensazione di muoversi quotidianamente dentro la pellicola di un film che, concluso il giorno prima, è appena ricominciato da capo. Questa interminabile ripetizione, che non conosce mai il nuovo, dovrebbe annoiare a tal punto da indurre alla decisione di non uscire più. E invece, ci si abitua ad essa in maniera talmente rapida che nel percorrere le medesime strade, osservando le medesime case, incontrando le medesime persone si inizia quasi a provare piacere. Le persone… Il piacere che si prova ogni volta che s’incontra qualcun altro, scaturisce dalla credenza di sapere tutto su di lui: dove abita, che lavoro fa, qual è il suo carattere, la sua visione del mondo, i suoi gusti estetici, morali, politici, religiosi, sessuali, sportivi, letterari, cinematografici e così via. Giudicando tutti dei libri aperti, si affronta piacevolmente la solita routine nella sicurezza di avere tutto, e tutti, sotto controllo. Ma quando ci si accorge di un dettaglio, di un particolare, di una minuzia mai notata prima, ecco che crolla ogni sicurezza: il piacere della ripetitività si trasforma nella paura dell'ignoto e la solita pellicola trasfigura in una sceneggiatura mai scritta.
La sfumatura annebbia ogni cosa: le strade, le case, le persone, quelle stesse persone che, poco prima, sembravano dei libri aperti, adesso costituiscono l'enigma. Mentre prima le si giudicava equilibrate, buone, giuste, mansuete, ragionevoli, adesso appaiono sregolate, cattive, ingiuste, violente, prive di ragione. Come spiegare questa metamorfosi, questo lato oscuro delle persone? È reale o è un'illusione? C'è sempre stato e non si è stati capaci d'intravederlo, oppure è appena affiorato e lo si è scorto perché sono cambiati i nostri occhi? Qual è l'effettiva identità delle persone? Quella che si conosceva prima, quella appena scoperta, o entrambe? E la nostra? E se avessimo anche noi un lato oscuro? Chi siamo veramente ? Siamo buoni, cattivi, o tutti e due? E se fossimo cattivi? Se provassimo piacere nell'essere tali e dimenticassimo di essere anche buoni?
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (1886), di Robert Louis Stevenson, è un'attualissima indagine nelle viscere dell'animo umano, alla ricerca di quegli elementi minuti che costituiscono le fondamenta della personalità. Quest'ultima, secondo Stevenson, è “un sistema di entità multiformi, incongrue e indipendenti”, è costituita da due istinti, due forze, due esseri che, rappresentando rispettivamente i domini del bene e del male, si danno quotidianamente battaglia nella coscienza, per imporre il proprio dominio sull'altro. La natura umana, dunque, è duplice: buona e cattiva a un tempo, conscia e inconscia, Jekyll e Hyde. In questo senso, il destino di un individuo è condizionato dal prevalere o no di una forza sull'altra e quello degli altri dipende dall'esito dello scontro tra le forze antitetiche si combattono nella coscienza del singolo. In un caso, si opera per il bene proprio e della collettività, nell'altro si opera per il male, per l'appagamento sfrenato dei propri istinti e piaceri, a scapito degli altri. Consapevoli di ciò, è possibile proporsi di controllare queste pulsioni contrastanti, queste forze antagoniste? Si può tentare, ma non è così facile. Basta un attimo, infatti, basta una semplice pozione – o una droga, un alcolico, un profumo, un evento, un incontro, un'idea – ed ecco che il signor Hyde salta fuori a combinare guai seri, mandando in stand by il dottor Jekyll. Ogni volta che si verifica questo scambio di personalità, cresce la consapevolezza che rispedire Hyde da dove è emerso diventa sempre più difficile. Ma bisogna combattere, restare dalla parte di Jekyll ed evitare la pozione – o le pozioni – che evoca Hyde, prima che sia troppo tardi: prima, cioè, che lo scambio sia conclusivo e ci si rispecchi totalmente in lui, dimenticandosi per sempre di essere anche Jekyll.

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