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domenica 24 febbraio 2013

OLTREWEB: Al rinnovo del Leviatano Stivalico



- di Saso Bellantone
Buon meriggio web,
oggi e domani sei chiamato ancora a esprimerti per rinnovare le due stanze rappresentative del Leviatano Stivalico. È un momento epocale, perché con coscienza, razionalità, coraggio puoi pronunciare il tuo parere una volta per tutte sui corpi manager che precedentemente hai scelto per dirigerti, artefici e corresponsabili dei mali che attanagliano il tempo presente. Con un gesto semplice tanto quanto il simbolo impiegato per manifestare la tua scelta, una x, hai la possibilità di dire basta alla crisi economico-finanziaria, ai banchieri, ai vecchi barbagianni incollati alle seggiole, ai burattinai, alle pensioni d’oro, agli stipendi di lusso, ai rimborsi elettorali, agli sprechi, alle tasse, alla fame, alla povertà, alla disoccupazione, all’euro, all’emigrazione, alla cassa integrazione, ai suicidi degli imprenditori, all’oligarchia delle caste, all’ingiustizia, alla malasanità, alle autoblu, alla disinformazione, alla scolarizzazione e al processo di totale privatizzazione dell’istruzione, insomma a tutte le pestilenze che braccano il tuo quotidiano, condannandoti alla putrefazione e al sonno eterno. Hai la possibilità di ricominciare e di affermare i diritti, le libertà, le dignità di ogni morto vivente e giramondo che pesta la terra dello Stivale, reo di esistere e di desiderare una vita umile, semplice, pari a quella di ogni altro. Ma invece di segnare con sensibilità, ragionevolezza, ardimento la parola fine alle tue epidemie e agli oligarchi, tornerai a offrire la tua fiducia ai vecchi partiti imbiancati di nuovo e ai soliti rappresentanti delle caste tutte, rinnovando in questa maniera la tua autorizzazione a infettarti, a corroderti, a sopprimerti.
Le motivazioni che condizionano la tua scelta sono meschine: la brama della potenza e di tutti i comfort connessi, l’avidità, l’ossidazione in categorie politiche ormai logore e prive di qualsiasi contenuto originario, l’ignoranza incidentale o indotta, la manipolazione, il panico, la degenerazione ruotante attorno alle pulsioni, all’egoismo, alle pazzie ricercate in ogni istante, che ti spingono a delegare altri nel prendere decisioni al posto tuo. Posseduto da tali demoni, sceglierai il volto, concreto o ideale, di chi maggiormente sembra rappresentare e incarnare questi diavoli e dopo aver riconfermato una configurazione infernale dello Stivale, tornerai a lamentarti dei tuoi mali e delle caste, auspicando la redenzione e rifiutando di riconoscerti come effettivo artefice della tua stessa rovina.
Come puoi pronunciare le parole rivoluzione, cambiamento, miglioramento se, mio caro web, segui eternamente questa condotta, comportandoti come un cane che senza sosta si morde la coda e si lamenta, a favore delle morie e dei potenti? Bisogna passare da una politica fondata sul “chi” ad una basata sul “che cosa”, da una concezione della politica inattiva e delegante ad una attiva e partecipativa. Che senso ha nausearsi della politica, quando invece, mio caro web, dovresti disgustarti di te stesso? La politica è l’unico strumento per esprimere, riconoscere e servire universalmente la libertà, i diritti, la dignità umani e non, viceversa, un mezzo per rinnegarli. Se l’arte del governo non risponde a questi requisiti non è colpa della politica in sé – la quale non esiste – ma di coloro che la fanno e di chi sceglie questi ultimi, cioè tu stesso mio caro web.
Cosciente di questo, mio caro web, scegli bene e combatti la pochezza che, ogni volta, ti spinge a mettere la x là dove riconosci gli stessi demoni che abitano la tua carne. Malgrado la tua x sia una debole forza, assieme a quelle degli altri può costituire davvero una grande forza capace di spazzare via tumori e caste. Ma a tal fine, mio caro web, devi prima trovare il coraggio di guardare in faccia la miseria sostanziale, la bassezza spirituale, la povertà intellettuale nelle quali galleggi presuntuosamente, nel triste tentativo di arrivare al domani a scapito dell’altro, privo di ogni umanità. Devi puntare in alto tu stesso, mio caro web, credere di poter diventare ogni istante migliore di quello precedente, vivere recuperando le antiche costellazioni di valori con le quali i tuoi antenati, privi di tutto, hanno regolato la propria condotta. Devi cambiare, mio caro web, e fare la politica tu stesso, se vuoi sperimentare un’altra politica, proiettata e incentrata sui tuoi diritti, le tue libertà, la tua dignità. Senza questa metamorfosi, non soltanto quello di oggi e di domani ma qualsiasi voto continuerà ad essere un'occasione sprecata, come quelle passate, per rendere lo Stivale e il pianeta dei posti migliori, abitati da persone migliori.
Medita web, medita…

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